È stato pubblicato il decreto che sancisce l’apertura, a partire dalle ore 12:00 di venerdì 12 giugno 2026, della piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), attraverso la quale le imprese potranno presentare le comunicazioni per l’accesso alle agevolazioni relative al nuovo Iperammortamento.
L’apertura della piattaforma rappresenta un passaggio particolarmente importante per le imprese che stanno programmando investimenti in digitalizzazione, automazione dei processi produttivi, efficientamento energetico e autoproduzione di energia, consentendo finalmente di avviare le procedure operative necessarie per l’accesso agli incentivi.
Il contesto normativo: le novità del DL 38/2026
Il DL 38/2026, convertito nella Legge n. 88 del 22 maggio 2026, introduce importanti novità nell’ambito della disciplina dell’iperammortamento e del regime previsto per le imprese che avevano presentato domanda per il credito Transizione 5.0, ottenendo l’ammissibilità tecnica dal GSE, ma erano rimaste escluse per esaurimento delle risorse.
Una delle principali modifiche riguarda l’eliminazione del requisito territoriale inizialmente previsto per i beni agevolabili. Nella formulazione originaria, infatti, l’agevolazione era limitata ai beni strumentali prodotti nell’Unione europea o nello Spazio Economico Europeo. Il DL 38/2026 elimina tale vincolo ed inoltre include tutti gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 (ovvero consegnati presso il richiedente entro tale data), ampliando così il perimetro dei beni agevolabili.
Resta invece confermato il requisito “made in EU” per gli impianti fotovoltaici, che continuano a essere agevolabili solo se dotati di specifiche caratteristiche tecniche e produttive, con riferimento alla produzione europea dei moduli e delle celle e ai relativi livelli minimi di efficienza.
Come funziona l’agevolazione
La misura agevolativa prevede una struttura incentivante progressiva, basata sulla maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto dei beni agevolabili.
In particolare, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, la maggiorazione può arrivare fino al 180%, che concretamente si traduce in un beneficio fiscale pari al 43,20% del valore dell’investimento. La percentuale si riduce progressivamente al crescere dell’importo dell’investimento.
L’agevolazione riguarda gli investimenti in:
La procedura operativa tramite GSE
L’accesso al beneficio richiede il rispetto di una procedura articolata, che prevede specifici passaggi documentali e comunicativi.
In particolare, le imprese dovranno procedere con:
Le comunicazioni dovranno essere trasmesse esclusivamente tramite il sistema telematico disponibile nell’Area Clienti del sito GSE, accessibile tramite SPID, utilizzando i modelli e le istruzioni operative messi a disposizione.
Transizione 5.0: il recupero parziale del beneficio
Il DL 38/2026 interviene anche a favore delle imprese rimaste inizialmente escluse dal piano Transizione 5.0, pur avendo presentato progetti classificati come “tecnicamente ammissibili”, a causa dell’esaurimento delle risorse disponibili.
Per tali imprese è riconosciuto, per l’anno 2026, un credito d’imposta pari all’89,77% dell’ammontare del credito d’imposta Transizione 5.0 originariamente richiesto, limitatamente agli investimenti in beni 4.0 e alle spese di formazione del personale.
Il credito potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24, decorsi cinque giorni dalla comunicazione del GSE, e dovrà essere utilizzato entro il 31 dicembre 2026.
Contributi per impianti FER e certificazioni
Per le medesime imprese è inoltre previsto un contributo riferito agli investimenti in impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, inclusi i sistemi di accumulo, nonché alle spese di certificazione energetica, contabile e DNSH.
Il contributo può arrivare fino al 100% del credito d’imposta richiesto per le medesime spese, entro i limiti complessivi previsti per gli anni 2026, 2027 e 2028; anche tale contributo non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile IRAP e non rileva ai fini dei limiti di deducibilità degli interessi passivi e dei componenti negativi di reddito.
Perché è importante per le imprese
Con la pubblicazione del decreto e l’attivazione della piattaforma GSE, la misura diventa operativa e offre alle imprese un quadro normativo definito per programmare investimenti finalizzati alla trasformazione digitale dei processi produttivi e al miglioramento dell’efficienza energetica.
Si tratta di un’opportunità particolarmente rilevante per le aziende che intendono investire in nuovi macchinari, automazione, interconnessione, sistemi di controllo, efficientamento dei processi produttivi e autoproduzione di energia da fonti rinnovabili: una valutazione tempestiva può consentire di pianificare correttamente gli investimenti e massimizzare le opportunità offerte dal nuovo quadro agevolativo.