Iperammortamento 2026: domande aperte sul portale GSE

Si sblocca l’accesso all’Iperammortamento 2026.

Con la pubblicazione del decreto direttoriale, il GSE apre la piattaforma per l’invio delle comunicazioni preventive. Le imprese potranno quindi iniziare a presentare le domande a partire da venerdì 12 giugno.

In questa prima fase, però, l’apertura sarà parziale. Sarà infatti possibile inviare solo le comunicazioni ex ante, necessarie per prenotare l’accesso all’agevolazione.

Il via libera arriva dopo la registrazione del decreto attuativo da parte della Corte dei Conti. Si chiude così una lunga attesa per le imprese interessate agli incentivi legati al nuovo piano Transizione 5.0.

Le comunicazioni dovranno essere trasmesse attraverso il portale del Gestore dei Servizi Energetici, accedendo all’Area Clienti con SPID o Carta d’Identità Elettronica.


Iperammortamento 2026: al via la piattaforma GSE per le comunicazioni preventive

Si sblocca l’iter operativo dell’Iperammortamento 2026.

Da venerdì 12 giugno le imprese potranno inviare le comunicazioni preventive tramite la piattaforma telematica del GSE, il Gestore dei Servizi Energetici.

L’apertura riguarda, in questa prima fase, solo le domande ex ante. Si tratta del primo passaggio necessario per prenotare l’accesso all’agevolazione.

Il via libera arriva dopo la pubblicazione del decreto direttoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il provvedimento segue la registrazione del decreto attuativo da parte della Corte dei Conti.

Si conclude così una lunga attesa per le imprese interessate agli incentivi previsti dal nuovo piano Transizione 5.0.

Una partenza in due fasi

La piattaforma GSE non sarà subito attiva in tutte le sue funzioni.

In un primo momento, infatti, sarà disponibile solo la sezione dedicata alle comunicazioni preventive. Le imprese potranno quindi trasmettere i dati iniziali sugli investimenti programmati.

La comunicazione di conferma dell’investimento, invece, sarà attivata in una fase successiva. Questa seconda comunicazione dovrà essere inviata entro 60 giorni dalla notifica dell’esito positivo del GSE.

Con un nuovo decreto direttoriale, il MIMIT comunicherà l’attivazione di questa seconda sezione della piattaforma.

Come funziona la procedura

L’accesso all’Iperammortamento 2026 prevede più passaggi.

Il primo è la comunicazione preventiva. In questa fase, l’impresa indica i dati identificativi, la struttura produttiva interessata e gli investimenti previsti.

Inoltre, devono essere indicati la tipologia dei beni, l’ammontare dell’investimento e la data prevista di interconnessione.

Per i beni legati all’energia, l’impresa deve indicare anche la data prevista di entrata in funzione.

Dopo l’esito positivo del GSE, l’impresa dovrà inviare la comunicazione di conferma. In questo documento dovrà indicare il pagamento dell’acconto necessario a raggiungere il 20% del costo di acquisizione dei beni.

Infine, al termine dell’investimento, sarà richiesta la comunicazione di completamento. Questa dovrà essere trasmessa dopo l’interconnessione dei beni e, in ogni caso, entro il 15 novembre 2028.

Il mancato invio delle comunicazioni obbligatorie può impedire il perfezionamento della procedura. Di conseguenza, l’impresa rischia di perdere il beneficio.

Le comunicazioni di monitoraggio

Oltre alle comunicazioni principali, sono previste anche due comunicazioni periodiche.

La prima deve essere inviata entro il 20 gennaio di ogni anno. Serve a comunicare gli investimenti effettuati e la previsione di utilizzo dell’agevolazione.

La seconda deve essere trasmessa entro il 30 giugno successivo. In questo caso, l’impresa deve indicare il piano di ammortamento e le quote dell’incentivo imputate nei diversi esercizi.

Queste comunicazioni hanno una funzione di monitoraggio della spesa pubblica. Per questo motivo, diventano importanti nella gestione complessiva della misura.

Aliquote e investimenti agevolabili

L’Iperammortamento 2026 prevede tre scaglioni di maggiorazione.

La maggiorazione è pari al 180% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro.

Per la quota oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro, la maggiorazione scende al 100%.

Infine, per la quota oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro, la maggiorazione è pari al 50%.

Gli scaglioni si calcolano su base annua. Questo aspetto può incidere sulla pianificazione degli investimenti, soprattutto per le imprese con progetti distribuiti su più anni.

Sono agevolabili gli investimenti in beni strumentali nuovi legati alla trasformazione tecnologica e digitale. Rientrano anche alcuni investimenti per l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili.

Per gli impianti energetici, il decreto prevede un limite specifico. La producibilità attesa non può superare il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva.

Quando si può usare il beneficio

La fruizione dell’agevolazione dipende da più elementi.

Conta il completamento dell’investimento. Conta anche l’entrata in funzione del bene.

Inoltre, sono importanti la comunicazione di completamento e l’esito positivo del GSE.

La maggiorazione decorre dal periodo d’imposta in cui l’impresa trasmette la comunicazione di completamento. Tuttavia, il bene deve essere entrato in funzione nello stesso periodo d’imposta.

Se questi momenti non coincidono, l’impresa deve prestare molta attenzione. Infatti, la gestione delle tempistiche può incidere sulla corretta imputazione del beneficio.

Per questo motivo, la pianificazione degli investimenti diventa un aspetto centrale. Non basta valutare solo le aliquote. È necessario considerare anche tempi, documenti e scadenze.

Software, cloud e nodi ancora aperti

Uno dei temi più discussi riguarda i software in modalità cloud o software as-a-service.

Nel testo definitivo del decreto attuativo, questi costi non risultano inclusi in modo esplicito tra quelli agevolabili.

La questione, però, resta aperta. A livello politico e tecnico sono in corso valutazioni su possibili soluzioni normative.

Per le imprese, questo punto è importante. Molti investimenti digitali oggi passano infatti da servizi cloud, canoni e piattaforme software.

Sarà quindi utile attendere eventuali chiarimenti. Il MIMIT sta lavorando anche a una circolare operativa, attesa per luglio, che dovrebbe fornire indicazioni più dettagliate.

Documenti, controlli e rischi di decadenza

Il decreto introduce obblighi documentali precisi.

Le caratteristiche tecniche dei beni e la loro interconnessione devono essere dimostrate con una perizia tecnica asseverata. La perizia deve essere accompagnata da un’analisi tecnica.

Inoltre, le spese sostenute devono risultare da una certificazione contabile. Questa certificazione deve essere rilasciata da soggetti abilitati alla revisione legale dei conti.

Rispetto ad alcune misure precedenti, non è prevista la possibilità di usare una semplice autodichiarazione per gli investimenti di importo minore.

Il GSE potrà effettuare verifiche documentali e controlli sugli investimenti agevolati.

L’impresa può perdere il beneficio in diversi casi. Ad esempio, in presenza di documentazione irregolare, false dichiarazioni o mancata conservazione dei documenti.

La decadenza può scattare anche in caso di cessione del bene o delocalizzazione all’estero, salvo le eccezioni previste.

In caso di utilizzo indebito dell’agevolazione, il GSE trasmetterà le informazioni all’Agenzia delle Entrate. A quel punto, potranno essere recuperati gli importi dovuti, con interessi e sanzioni.

Perché è importante prepararsi subito

L’apertura della piattaforma GSE rappresenta un passaggio decisivo per l’Iperammortamento 2026.

La misura offre opportunità importanti, ma richiede una gestione attenta. Le imprese devono valutare bene gli investimenti, le scadenze e la documentazione necessaria.

Inoltre, devono coordinare correttamente il completamento dei beni, l’entrata in funzione, l’interconnessione e le comunicazioni al GSE.

Per questo motivo, l’Iperammortamento 2026 non va considerato solo come un incentivo fiscale. È anche uno strumento che richiede programmazione tecnica, amministrativa e finanziaria.

Una corretta pianificazione può aiutare l’impresa a ridurre i rischi e a sfruttare al meglio il beneficio disponibile.

Istruzioni operative GSE - [ 155 KB - pdf ]
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