
Sempre più aziende, sia per obbligo di legge (D.Lgs. 102/2014) sia per la necessità di contrastare la volatilità dei costi energetici, si interessano alla Diagnosi Energetica (o Audit Energetico). La prima domanda formulata dalle imprese è quasi sempre la stessa: quanto costa davvero una diagnosi energetica?
Sebbene non esista una tariffa unica, poiché ogni stabilimento ha caratteristiche uniche, analizzare le medie di mercato e i fattori che compongono il prezzo aiuta a comprendere il valore di questo investimento.
In base ai dati statistici storici dei bandi regionali per le PMI e le grandi imprese in Italia (in particolare in Lombardia), il costo di una diagnosi energetica varia in un intervallo compreso tra 1.000 € e 16.000 €.
L’indice mediano per un audit energetico industriale standard si attesta a circa 7.000 €.
La quotazione di un preventivo per una diagnosi energetica non è arbitraria, ma dipende da fattori tecnici precisi analizzati dall’EGE (Esperto in Gestione dell’Energia) certificato:
Le imprese che scelgono di efficientare i propri siti non devono necessariamente sostenere l’intero costo a fondo perduto. Per il 2026 sono attivi diversi strumenti di sostegno finanziario:
Periodicamente, le regioni attivano bandi di finanziamento dedicati alle PMI per sostenere le spese di diagnosi energetica e l’adozione di sistemi di gestione dell’energia certificati ISO 50001. Questi contributi a fondo perduto coprono spesso dal 50% al 70% delle spese di consulenza.
Se la diagnosi energetica evidenzia la necessità di sostituire macchinari industriali obsoleti con nuovi beni strumentali a basso impatto ambientale, le imprese possono accedere ai finanziamenti della Nuova Sabatini Green. Questa misura prevede un abbattimento del tasso d’interesse e un contributo statale maggiorato per l’acquisto di impianti e macchinari eco-efficienti.
Gli interventi di risparmio energetico progettati all’interno della diagnosi (es. installazione di motori IE4, inverter su grandi pompe, recupero di calore dai compressori o dai fumi) possono essere incentivati tramite i Certificati Bianchi, permettendo all’azienda di monetizzare ogni tonnellata equivalente di petrolio (TEP) di energia risparmiata.
Per le grandi imprese e le aziende a forte consumo di energia (energivore), l’audit è un obbligo di legge quadriennale. Tuttavia, per le PMI non obbligate, la diagnosi energetica rappresenta una straordinaria opportunità strategica.
In media, i report di diagnosi energetica evidenziano inefficienze e sprechi che portano a risparmi compresi tra il 10% e il 20% della bolletta energetica. Ciò significa che il costo dell’audit energetico si ripaga da solo (Payback Period) in un tempo inferiore ai 12 mesi grazie alle ottimizzazioni individuate.
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